Showing posts with label kenya. Show all posts
Showing posts with label kenya. Show all posts

Would Clausewitz approve?!

The world is changing indeed.
Here's the spokesman of the Kenyan army tweeting about operations in Somalia.

Eastleigh

Eastleigh e' un sobborgo di Nairobi. Ci sono stata ieri per visitare possibili luoghi per le nostre cosette di inizio dicembre.
Somiglia molto a certi quartieri di Santo Domingo, come Guachupita: strade sfatte, spazzatura a fiumi (pioveva, erano letteralmente fiumi di spazzatura), bimbi scalzi per la strada e negozi qua e là.


(copyright Christoph Grandt)

Ci siamo andati perché in Eastleigh vivono moltissimi somali, la maggior parte di loro sono immigrati illegali, qualcuno è richiedente asilo, qualcuno è anche rifugiato. Son venuti qui all'inizio degli anni Novanta, quando è cominciata la guerra che da sedici anni imperversa in Somalia. In questi giorni a Mogadiscio le cose vanno abbastanza male. Anche se ufficialmente il "governo" non accetta questi dati, si parla di circa 850.000 rifugiat interni (o IDP, internally displaced persons) in Somalia, la maggioranza in fuga da Mogadiscio ma un buon numero anche in fuga dai combattimenti intorno a Laas Caanood, nel nord, tra Somaliland e Puntland. Ho ricevuto ieri l'aggiornamento, i rifugiati interni aumentano di MIGLIAIA ogni settimana, ma non è ancora pubblico quindi vi regalo quello della scorsa settimana relativo a Laas Caanood.

Insomma tornando ad Eastleigh, non ho visto una sola faccia bianca a parte la mia.

Appartamenti e jacarandas

E' già passata la prima settimana.
Non ho ancora visto molto di Nairobi, perché abito a Westlands, un sobborgo per expats dove tutto è scandalosamente caro. Qui c'è il mio ufficio, condiviso con un paio di altre organizzazioni sempre della stessa grande famiglia, tutte ad occuparsi della Somalia, ma di somali ancora non ne ho incontrati (e non so se ce ne siano, mi informerò).

Il posto è abbastanza tranquillo, ma non c'è molto da fare, ho già visitato l'unico ristorante della zona (libanese - sushi), bar o locali non ce ne sono, bisogna scendere a "downtown" (cioè giù a Nairobi), ci sono solo un paio di grandi centri commerciali - vergognosamente cari - il mio bagnoschiuma costa qui quasi il doppio che a New York!!! - e poi diversi negozi, molto dei quali indiani. La comunità indiana è enorme, ci sono qui in giro templi indù e sikh, e l'altro ieri alle cinque del pomeriggio ho sentito per la prima volta un muezzin cantare per chiamare alla preghiera i musulmani.

Per il momento vivo con V. e R., due ragazze che hanno fatto il mio stesso master, finché non trovo un appartamento per me (e H., quando arriverà), in un complesso di appartamenti - carissimi - vicino all'ufficio. Ma almeno abbiamo la PISCINA! E quando torno dal lavoro e mi dispero perché gli appartamenti che ho visto finora sono dei cessi col tetto, mi posso comodamente disperare in piscina :)

Veniamo ai cessi col tetto: il migliore era descritto nell'annuncio come "2 camere da letto, soggiorno, bagno e cucina a 22000 scellini al mese (sui 380 dollari)", in realtà era un garage ridipinto, senza cucina naturalmente e con una specie di porticato chiuso che dovrebbe fungere o da soggiorno o da camera da letto (fungere dai funghi che aveva, sì). L'altra camera da letto? Persa per strada.

Poi ci sono quelli che siccome mi vedono bionda (vabbe' sto approssimando) mi prendono per stupida, e vorrebbero che pagassi 100 dollari PRIMA di vedere l'appartamento, che se poi lo prendo me lo scalano dall'affitto e sennò mi restituiscono l'85%. Infatti. Devo avercelo proprio tatuato in fronte

Quindi per il momento resto qui con le ragazze, che tanto una se ne va in Uganda a vedere i gorilla di montagna, l'altra durante la settimana è in giro per il Kenya a visitare progetti, ed io ho la piscina tutta per me.

La mattina puntualmente mi svegliano gli uccelli. Nel nostro giardino e dintorni abitano almeno 40 specie di uccelli canori delle famiglia dei bastardi, che alle 5.30 puntuali cantano in coro per celebrare il sorgere del sole. In particolare ce n'è uno della famiglia delle cornacchie malefiche che passa a filo sul tetto gracchiando a tutto spiano, avanti e indietro manco fosse un avvoltoio in cerca di carogna. (Si nota l'acredine, no? Eh, indovinate come mai alle 6 di mattina sto scrivendo questo post.) Quando le cornacchie han finito, subentrano dei graziosi uccellini che con il loro piacevole cip cip cip accompagnano le mie madonne fino alla doccia.

Però una cosa bellissima l'ho vista: Nairobi è piena di jacaranda in fiore. All'improvviso spunta tra il verde degli alberi una nuvola glicine, inaspettata. Sono i jacaranda, talmente belli che le mie parole non sono abbastanza:

Del perché di questo blog

Lunedì mattina, squilla il telefono.

Il Signor Leo mi dice "Sei comoda così o preferisci che ti richiamiamo fra qualche minuto?"
"Mi dia un paio di minuti, giusto un paio". Sono appena uscita dalla doccia, son desnuda. Non mi pare l'abbigliamento adatto all'occasione.

Il Signor Leo mi richiama e trascorriamo una mezz'oretta a parlare di AIDS. Il Signor Leo è australiano, lavora a Nairobi per una certa organizzazione internazionale, si occupa di Somalia. Io sono italiana, sto cazzeggiando (ehm ... scrivendo la tesi) a New York, mi occupo del mio ombelico. Un match perfetto.

Alla fine mi fa l'occhiolino - lo sento benissimo. Vuol dire che sì, tempo un mese e sarò in Kenya.